Il caregiver: prendersi cura di un anziano o un malato

Eccoci alla terza edizione del nostro corso per assistenti familiari: “Il caregiver“! Il termine inglese “caregiver” si usa per indicare “colui che si prende cura” e si riferisce a coloro che assistono un loro congiunto ammalato, disabile o anziano. Il caregiver può essere un familiare, e in questo caso parliamo di caregiver informale, oppure un operatore sociale che presta assistenza alla persona malata, disabile o anziana, come lavoro. In quest’ultimo caso si parla di caregiver formale. Queste due figure svolgono il medesimo lavoro di cura, ma con un ruolo diverso, caratterizzato da un coinvolgimento emotivo e da una serie di bisogni che si differenziano molto tra colui che presta assistenza a una persona cara e chi lo fa, invece, per lavoro. Dalla consapevolezza di queste profonde differenze, accanto al tradizionale corso per assistenti familiari, nasce quest’anno un percorso per i familiari di persone anziane o malate, studiato per dar risposta alle loro specifiche necessità.

Clicca sulle immagini qui sotto per maggiori informazioni sui due corsi:

IL CAREGIVER: CORSO PER ASSISTENTI FAMILIARI (36 ORE)

IL CAREGIVER: PRENDERSI CURA DI UN FAMILIARE ANZIANO O MALATO (16 ORE)

L’empowerment a misura d’Alzheimer: una sfida per la mente e per la rete d’aiuto

Il progetto Oltre la diagnosi c’è la vita nasce dall’esigenza da noi percepita, dopo anni di lavoro sul territorio con gli anziani e le loro famiglie, di ampliare e diversificare l’offerta di servizi destinati a persone affette da Alzheimer e demenze e ai loro caregiver. Per far questo, riteniamo che sia necessario sensibilizzare i professionisti, gli enti e la comunità stessa su questo tema, che ha portato molti enti sia pubblici che privati a interrogarsi sulle possibili risposte ai bisogni delle famiglie, senza tuttavia riuscire ancora ad arrivare a un’offerta completa di servizi alla persona in territori quali la Val di Susa, la Val Sangone e zone limitrofe.

Nell’edizione dell’anno scorso abbiamo focalizzato la nostra attenzione sui servizi a supporto dei caregiver, in un’ottica di innovazione sociale e prevenzione del “caregiver burden”, aprendo un dialogo tra l’ente pubblico e il terzo settore, che ha dato il via a nuove e stimolanti collaborazioni.

Il programma di quest’anno ha invece come protagonista il malato, in un’ottica di potenziamento e stimolazione delle sue capacità residue e di un miglior utilizzo e coordinamento della rete d’aiuto a supporto dell’empowerment della persona. Là dove le terapie farmacologiche hanno fallito, entrano in campo nuove terapie che hanno portato a sorprendenti e inaspettati risultati nella lotta contro i sintomi della malattia.